La rana con gli artigli retrattili come Wolverine

La rana giapponese Otton, Babina subaspera, possiede degli artigli retrattili come quelli di Wolverine. Ogni artiglio è contenuto all’interno di una guaina e può essere utilizzato solo dopo la rottura di quest’ultima. Le lesioni che la rana è costretta ad auto-infliggersi per poter fare uso dei suoi artigli ricordano proprio il conosciutissimo supereroe dei fumetti Wolverine. Forse è proprio questa operazione dolorosa a scoraggiare l’animale ad utilizzare le sue armi. Gli studiosi, infatti, per molto tempo non sono riusciti a spiegarsi la loro funzione, visto che la rana non ne fa quasi mai uso. Il ricercatore Noriko Iwai dell’Università di Tokyo, però, ha deciso di approfondire lo studio posizionando delle telecamere nascoste nell’habitat delle rane Otton. Iwai ha così scoperto che i maschi possiedono artigli molto più lunghi, spessi e taglienti di quelli delle femmine e che li utilizzano per stabilire, con battaglie sanguinosa, chi di loro abbia diritto all’accoppiamento. Inoltre, durante l’accoppiamento, i maschi agganciano le loro femmine con gli artigli ferendole, ciò anche per rendere pubblica la loro unione. Iwai ipotizza che inizialmente gli artigli venissero utilizzati dalle rane Otton maschi esclusivamente per combattere e che, col passar del tempo, abbiano pian piano ridotto l’utilizzo di queste armi. Ciò potrebbe aver causato l’eccessiva crescita degli artigli maschili, rendendo così poi difficile l’accoppiamento. È interessante notare che la rana Otton non è l’unico anfibio in grado di estrarre un’arma auto-lesionante. Alcuni tritoni e salamandre, ad esempio, possono spingere le loro costole per utilizzarle come spade. Più brutale della rana-Wolverine è anche la rana pelosa del Camerun, che rompe le ossa delle sue zampe per usare gli artigli! La natura non finirà mai di stupirci!